L'Eco del Serrasanta - 7 novembre 1999

Giochi de le Porte


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Una nota sui Giochi

di Antonio Campioni


I Giochi delle Porte, se privi di iniziative collaterali, danno l'impressione che qualcosa manchi loro; è come se un' opera d'arte fosse lasciata incompiuta.

Qualche anno fa c'era collateralmente il convegno sulla Legazione autonoma che dava più lustro alla manifestazione, ma ora questa iniziativa culturale e storica si è perduta per strada. Ma il problema grave è che i Giochi non siano riusciti a convincere né la Regione né l'Ente Turistico Regionale che non li hanno inseriti nei circuiti essenziali. Resta da sapere il perché. Forse è dipeso anche da noi poiché non si è ben lavorato nel campo della pubblicità, dei rapporti e della diplomazia. Per costruire un'immagine non ci si può presentare solamente con i "Giochi", occorre considerare l'importanza delle iniziative collaterali, integrative e trainanti anche nei mesi che precedono il settembre.

Voglio illustrare il mio pensiero con due esempi. Il primo riguarda il modo come opera l'Azienda di Promozione Turistica Regionale. Essa ha realizzato una pagina sulla rivista dell'Alitalia (Ulisse 2000) e per il mese di settembre ha caldeggiato quattro manifestazioni di altrettante città umbre ma non ha fatto cenno al settembre gualdese dominato dai Giochi. Perché? Il secondo riguarda la rivista " Bell'Italia - Grandi Guide" tradizioni e feste popolari in Italia. Per l'Umbria parla di tutte le manifestazioni che coinvolgono le nostre città e ne mette in evidenza le 10 principali. Ne vengono così pubblicizzate due di Assisi, una Santa Maria degli Angeli, una di Città della Pieve, una di Foligno, due di Gubbio, una di Narni, due di Orvieto; si vanno dal palio dei Terzieri di Città della Pieve alla Festa dei Ceri e della Balestra di Gubbio. Nessuna parola, nessun richiamo, nessun cenno ai Giochi de le Porte, perché? Un motivo ci sarà: quale? Ma, ahime! Ogni volta che si fa una nota negativa sui Giochi c'è il rischio di essere accusati di lesa gualdesità senza capire che lo si fa nell'interesse cittadino. Se non si comprende che il nemico dei Giochi è la cristallizzazione mentre la critica e il dubbio sono le forze evolutive, i Giochi stessi rimarranno circoscritti e non troveranno i grandi canali per farsi conoscere e viaggiare nelle riviste a tiratura nazionale lette da milioni di persone.


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