L'Eco del Serrasanta - 7 novembre 1999

Storie di ieri e di oggi


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Italoamericani alla ribalta

Gualdo Tadino chiama USA

Pinacoli: "Un ponte ideale tra l'Italia, la Francia e l'America".

di Rolando Pinacoli, sindaco di Gualdo Tadino


Ho perso il conto dei tantissimi viaggi che ho fatto negli Stati Uniti, per recarmi in visita da mia sorella Miranda o per compiti istituzionali. Ho tanti bellissimi ricordi di quei viaggi, intrapresi talvolta da solo, tale altra con gruppi di gualdesi, organizzati da me. Il viaggio fatto pochi giorni fa è sicuramente tra i più belli e significativi. La cena ufficiale della Niaf a Washington, sabato 16 ottobre, durante la quale è stato premiato il nostro concittadino Frank Stella come Italo-americano dell’anno, alla presenza di Bill e Hillary Clinton e di altri importanti personaggi (Dini, Arbore, Zucchero, Ferragamo), non è stato il momento più emozionante.

Il momento più bello del viaggio è stato senz’altro l’incontro con gli italo-americani diorigine gualdese a Scranton, nello stato della Pennsylvania. Erano veramente tanti, più di 90 persone, e le emozioni sono state forti e toccanti. Li abbiamo invitati in un ristorante della città americana gestito da una eugubina, che ci ha dato una mano a organizzare l’incontro conviviale. Non mi sarei mai aspettato tanta gente e un’adesione così entusiasta e massiccia ad un’iniziativa che ha testimoniato in modo particolare l’interesse, l’attaccamento alla propria città e alla propria patria di persone che con Gualdo Tadino hanno in comune solo la provenienza dei propri genitori. Erano presenti i sindaci di città importanti come Scranton, Pittston, Jessup e West Pittston. Il sindaco di West Pittston, William Goldsworthy, vanta una nonna di nome Filippetti (la mamma ha cognome Bicchielli): più gualdese di così non si può. Mi ha confidato di essere orgoglioso di queste origini e che conosce Gualdo, dove si è reacato per fare visita ai suoi numerosissimi cugini e cugine. La possibilità di instaurare un gemellaggio proprio con West Pittston è auspicabile e più che concreta. Ho sempre avuto il desiderio di realizzare questo obiettivo e istituzionalizzare un’unione ufficiale con una cittadina europea (cosa che è già in atto da un ventennio con Audun Le Tiche in Francia) ed una negli Usa, sia per celebrare la memoria e la storia dei nostri emigranti, sia per intrattenere relazioni e scambi socio-culturali con le nuove generazioni. I gemellaggi hanno un senso se si hanno motivazioni serie per istituirli e la storia della nostra emigrazione all’estero lo è senza dubbio. Il rischio che si corre è quello di perdere la memoria. Proprio adesso che Gualdo è alle prese con i problemi dell’immigrazione e che la situazione economica si è capovolta, non dobbiamo dimenticare coloro che all’inizio del secolo e dopo la seconda guerra mondiale lasciarono la nostra cittadina per trovare la possibilità di una vita dignitosa altrove, per sé e per i propri figli.

Il cimitero degli italo-americani è pieno di nomi gualdesi: Bucari, Pasquarelli, Cecconi, Sabbatini, Bisciaio e altri. Nel 1995 ho voluto mettere proprio all’ingresso una pietra, con scolpita una dedica scritta in inglese. Essa recita: "Dalla città di Gualdo Tadino (Italia) in memoria dei propri concittadini qui sepolti Il Sindaco Rolando Pinacoli". Un piccolo gesto per ricordare tutti quei gualdesi che non attraverseranno un’altra volta l’oceano. Se Gualdo è progredita e gode di un benessere sufficientemente diffuso, lo dobbiamo anche a loro. I loro figli, ormai anziani, parlano inglese e un dialetto gualdese di 70, 80 anni fa. È bello starli ad ascoltare, essi portano la storia della nostra città nel presente con la parola semplice di chi ha lottato, sofferto, ha avuto successo. I figli dei figli parlano purtroppo solo inglese, eppure li si vede ancora attratti dalla terra dei loro congiunti, dalle radici di cui sentono la necessità di apprendere la tradizione e la vita. Basta sollecitarli, dare loro delle motivazioni per ricordare e state certi che presto li vedremo a Gualdo.

Gli emigrati hanno rappresentato la nostra risorsa, la nostra ricchezza, e sono, di fatto, gli ambasciatori più autentici delle nostre tradizioni. Essi costituiscono anche il riferimento più adatto per un eventuale programma di scambi socio-culturali ed economici, anche in considerazione del fatto che oggi si possono raggiungere gli Stati Uniti con costi estremamente contenuti (il biglietto aereo ammonta a circa 600.000 lire). Un futuro costituendo gemellaggio dovrebbe avere le stesse caratteristiche di quello attualmente in corso con Audun Le Tiche, fondato cioè non su rapporti formali tra amministratori, pur necessari, ma attivo sulla base della relazione continua tra cittadini, associazioni e forze vive della città. In questo quadro sarebbe auspicabile la costituzione dell’associazione gualdesi in Pennsylvenia, con riferimento diretto in cittadini italo-americani come l’attivissimo Tino Lispi e altri. Sarebbe particolarmente bello, poi, celebrare durante il sabato dei Giochi de le Porte la "Giornata del gualdese all’estero", con la presenza della città di West Pittston (che ha dato la propria disponibilità) con l’inizio vero e proprio di un gemellaggio, anche mediante l’autorevole presenza di Frank Stella.

Il mio sogno, a chiusura dell’esperienza di sindaco, sarebbe proprio quello di costruire un solido e duraturo ponte fra Gualdo Tadino, la Francia e gli Stati Uniti, per garantire agli emigrati una memoria meritata ed esemplare per le generazioni future.


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