L'Eco del Serrasanta - 19 settembre 1999
Corale
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Nostra intervista (senza troppe formalità) a Francesco Macchiaroli, presidente del coro "CAI Casimiri" di Gualdo Tadino
Siamo dilettanti
ma facciamo sul serio
La grande tradizione dei cori polifonici gualdesi non sembra destare molti entusiasmi tra i giovani - ma sarà vero? Ma il complesso gualdese, presente ormai a numerose rassegne in Italia e all'estero, ha un repertorio tale da soddisfare ogni tipo di palato. Guidato dal maestro Claudio Felice Pericoli, si propone ambiziosi traguardi anche per il futuro.
di Pierluigi Gioia
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Se alle pendici del Serrasanta qualcuno fosse ancor convinto che il "canto"
sia solamente il passatempo preferito di chi si trova sotto la doccia o, peggio ancora,
l'effetto non desiderato di qualche bicchiere di troppo, be', si sbaglia. E di grosso. A
Gualdo Tadino il canto è una cosa seria. Lo era già all'inizio di questo secolo e fra le
due guerre, quando operava quel musicista insigne che fu Raffaele Casimiri - celebrato in
tutto il mondo - e lo è tuttora, con quel coro, il "CAI Casimiri", che ha
saputo crescere ed imporsi a livello nazionale ed europeo. Abbiamo a questo proposito intervistato Francesco Macchiaroli, che del coro "CAI Casimiri" è presidente. |
Un momento delle prove del coro presso la scuola elementare di Vaccara; all'organo, il maestro Claudio Felice Pericoli. |
Francesco, dacci in maniera sintetica un profilo della corale "Cai-Casimiri", cominciandoci subito a spiegare il perché di questo nome doppio ...
Tralasciando quello che è venuto prima, la corale è nata nel 1993 dalla fusione di due cori gualdesi: quello più antico fondato negli anni Venti dal maestro Raffaele Casimiri, e a lui intitolato dopo che morì nel 43, e quello nato negli anni Ottanta ad iniziativa del CAI e precisamente del prof. Paoletti.
Si tratta allora di un coro enorme, visto che di due se ne fece uno ...
Be', non proprio: molti di quelli che cantavano nella corale "Casimiri" - quella, per intenderci del povero Tonino Pascucci, che l'aveva diretta dalla morte di Casimiri al '93 - erano anche cantori dell'altra. In ogni caso, il numero dei componenti non è certo esiguo ...
Attualmente, quanti sono?
Trentacinque-trentasei al massimo. Visto che si tratta di appassionati e dilettanti, chiaramente ciascuno ha i suoi impegni e non è facile essere sempre tutti in ogni occasione. Del resto, l'adesione al coro è un hobby, un piacere - e spero un onore - è mica il servizio di leva!
Come si fa ad entrare nel coro e quali requisiti bisogna avere?
Per entrare nel coro è facilissimo. Sai l'elenco telefonico? Bene, cerchi "Macchiaroli Francesco", telefoni (ore pasti) e mi dici: "Ciao, sono Tizio Caio: vorrei venire al coro!" Io, poi, ti dico tutto il resto. Non c'è comunque bisogno di firmare nulla, né di presentare certificati e documenti, né in carta semplice né in bollo da ventimila. Niente di niente. Requisiti? Be', come dice il maestro Pericoli, tutti e proprio tutti ci possono entrare a patto che abbiano la passione per il canto corale. Il resto è tutto secondario: con esercizi graduali, il maestro t'insegna ad impostare la voce e ad essere più intonato - quelli che dicono di essere stonati, in realtà non sono semplicemente abituati a cantare! Poi, superata l'ultima difficoltà, quella di riuscire a seguire la propria parte senza confondersi con quella delle altre voci, sei corista a tutti gli effetti.
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Ma non è necessario conoscere la musica? Be', chi vuoi oggi - specialmente i giovani, dico - non conosca almeno le note musicali? L'insegnano a scuola, no? In ogni caso, non è necessario e, comunque, imparare qualche piccola nozione non è così difficile. Molti di noi, del resto, cantano tutto a memoria o a orecchio. Quali impegni economici comporta l'ingresso nel coro? Nessuno, perché la partecipazione è libera e gratuita. Cioè - e vorrei sottolinearlo - non è che paghi per entrare, come pagheresti, non so, per andare in palestra o ad un corso di tennis. E' tutto a gratise. |
Da sin. Francesco Macchiaroli, presidente del coro "CAI-Casimiri" e Roberto Mancini suo vice. |
Però, come non li dai, così i soldi non li pigli ...
E' chiaro ... si tratta di un coro che si autogestisce e si basa sul volontariato. Tuttavia, l'Amministrazione comunale ci ha offerto spesso dei contributi che ci sono risultati preziosissimi per effettuare qualche trasferta o per ospitare, come per gli spettacoli legati alla festa della montagna di sabato e domenica scorsi, il coro di Varallo Sesia. Anzi, se permetti, colgo l'occasione per ringraziarla pubblicamente della generosità mostrata nei nostri confronti.
In quali luoghi avete cantato?
In Italia un po' dappertutto, fra appuntamenti fissi e straordinari. Per quanto riguarda l'estero, siamo stati finora in Francia e Lussemburgo. In programma c'è una trasferta nei paesi Baschi, in Spagna.
Ma a livello di tempo? quante ore impegna alla settimana, al mese la partecipazione alle attività coristiche?
Per quanto riguarda le prove, esse si svolgono due volte a settimana, di solito il martedì e il giovedì (ma i giorni sono comunque flessibili) dalle 21 alle 22.30 presso la nostra sede, che è la ex scuola elementare di Vaccara - a due passi dalla chiesa di Palazzo Mancinelli. Quindi, complessivamente tre ore, più o meno, a settimana. Non è un grande impegno e non è incompatibile con la scuola: abbiamo infatti alcuni ragazzi fra i 13 e i 18 anni che fanno parte dell'organico.
Saltare un paio di film alla tv a settimana non può che far bene ...
Vuoi mettere? Non che le prove siano solo ed esclusivamente divertimento: all'inizio, sotto la guida del maestro, si fanno esercizi di riscaldamento e vocalizzi, e poi si preparano i brani da eseguire nei successivi concerti. Però non si deve neppure pensare ad un ambiente austero, severo e noioso: il maestro, Felice, è giovane e, visto che fa anche l'insegnante, ha anche un buon rapporto con i giovani.
Insomma, credo di capire che il coro ha bisogno di nuove leve ...
Perché no? Attualmente, quelli al di sotto dei trent'anni, fra fissi e saltuari, non arrivano a dieci. Ci vorrebbero senza dubbio "nuove leve". E' un peccato che la musica corale e polifonica passi inosservata fra i giovani.
A proposito di polifonia, che repertorio ha il coro?
E' una parola! In tanti anni c'è stata una stratificazione enorme e neppure al maestro Pericoli basta un quaderno per scrivere i soli titoli dei brani che abbiamo preparato. Basta che apri l'armadietto della nostra sede e ti rendi subito conto di quel che dico. Comunque, posso dirti che il repertorio è in qualche modo "doppio", come il nome del coro: il "Casimiri" ha portato un repertorio molto vasto di musica sacra, con un buon numero di brani dello stesso maestro Casimiri, lo spirito del "CAl" ci ha invece orientati verso la musica popolare, umbra e non, e soprattutto sui cosiddetti "cori alpini". Fai due più due e scappa quattro: oggi noi eseguiamo musica sacra, anche polifonica dal medioevo ad oggi, lirica (ad esempio brani corali tratti da famose opere di Verdi), popolare di ogni parte d'ltalia e, infine, la nusica più tipica di oqni coro CAl: Valsugana, Va l'alpin, Signore delle cime e via dicendo. Insomma: non abbiamo limiti e tutto quello che è bello e ci piace, lo facciamo.
Ce n'è per tutti i gusti, insomma ...
Provare per credere ... del resto, le prove sono aperte a chiunque voglia venire a sentirci.